Sull’Italia ha ragione Romney
Una parte rilevante della nostra stampa ha considerato offensiva per l’Italia una frase che ci riguarda nel discorso del candidato repubblicano alla presidenza, Mitt Romney. In Virginia ha detto: “Se siete un imprenditore e state pensando di avviare un’attività dovete chiedervi: è l’America sulla strada della Grecia? Siamo sulla strada di una crisi economica come quelle che stiamo vedendo in Europa, in Italia e Spagna? Se continuiamo a spendere mille miliardi di dollari in più di quanto entra, l’America di fatto si troverà su questa strada”.
11 AGO 20

Una parte rilevante della nostra stampa ha considerato offensiva per l’Italia una frase che ci riguarda nel discorso del candidato repubblicano alla presidenza, Mitt Romney. In Virginia ha detto: “Se siete un imprenditore e state pensando di avviare un’attività dovete chiedervi: è l’America sulla strada della Grecia? Siamo sulla strada di una crisi economica come quelle che stiamo vedendo in Europa, in Italia e Spagna? Se continuiamo a spendere mille miliardi di dollari in più di quanto entra, l’America di fatto si troverà su questa strada”. Non c’è niente di offensivo per noi. Romney s’è limitato a constatare che le politiche di elevata spesa pubblica in deficit conducono a un rapporto eccessivo fra debito e pil che genera di conseguenza una situazione critica e costringe, poi, a cure dolorose come quella a cui l’Italia ora deve sottostare. Romney si è rivolto a quel variegato e numeroso popolo di americani che quotidianamente progetta libere iniziative, perché il “deficit spending” viene propagandato come vantaggioso non solo ai lavoratori, per sostenere l’occupazione, ma anche alle imprese, in quanto aumentando la domanda globale si amplia il mercato e perciò può generare profitti. Romney mette in guardia sugli effetti negativi che queste politiche generano nel breve, medio e lungo periodo. E la nostra esperienza al riguardo è esemplare.
Qualcuno ha osservato che, però, la crisi è arrivata a noi partendo dagli Stati Uniti. Ma ciò rafforza il “warning”, l’avvertimento, di Romney. I debiti eccessivi sono dannosi non solo quando sono fatti dagli stati ma anche dalle banche e dalle famiglie, come è accaduto durante gli anni del boom americano. E se gli stati con alto debito sono più esposti alle tempeste finanziarie internazionali, questa è una ulteriore ragione per evitare di percorrere questa strada o di persistervi. L’Italia è entrata nel dibattito fra i candidati alla presidenza degli Stati Uniti anche con uno spot di Obama, che mostra Sergio Marchionne che smentisce l’ affermazione di Romney secondo il quale Fiat vuole spostare in Cina la fabbrica di Chrysler dell’Ohio. Il richiamo all’Italia di Romney ci ricorda che la terapia per la nostra crisi non è ancora finita, e lo spot di Obama che una impresa sta volentieri dove fa utili.
Qualcuno ha osservato che, però, la crisi è arrivata a noi partendo dagli Stati Uniti. Ma ciò rafforza il “warning”, l’avvertimento, di Romney. I debiti eccessivi sono dannosi non solo quando sono fatti dagli stati ma anche dalle banche e dalle famiglie, come è accaduto durante gli anni del boom americano. E se gli stati con alto debito sono più esposti alle tempeste finanziarie internazionali, questa è una ulteriore ragione per evitare di percorrere questa strada o di persistervi. L’Italia è entrata nel dibattito fra i candidati alla presidenza degli Stati Uniti anche con uno spot di Obama, che mostra Sergio Marchionne che smentisce l’ affermazione di Romney secondo il quale Fiat vuole spostare in Cina la fabbrica di Chrysler dell’Ohio. Il richiamo all’Italia di Romney ci ricorda che la terapia per la nostra crisi non è ancora finita, e lo spot di Obama che una impresa sta volentieri dove fa utili.